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Splendi come vita di Maria Grazia Calandrone

Ho terminato di leggere “Splendi come vita” di Maria Grazia Calandrone, nella dozzina del Premio Strega 2021, con le lacrime agli occhi.

Come ha affermato la stessa autrice, in un intervista scovata sul web, la sua è una “prosa musicale” che accompagna il lettore all’interno di una storia di vita vera e potente. Una delle storie d’amore più belle lette negli ultimi anni. La storia di una figlia e di una madre. Una storia bella, seppur dolorosa.

Splendi come vita è la poesia che Maria Grazia Calandrone ha offerto alla madre adottiva. Anzi, alla madre e basta.

“Nella leggenda famigliare, tramandata dalla stessa memoria di Madre, sembra che io abbia reagito alla notizia gigantesca con maturità, abbracciando lei viva e presente e rispondendo che non ha importanza. Mamme sei tu”.

“Sono dunque certa che la notizia dell’adozione si sia depositata e sciolta in me come neve. Madre
uscì invece malamente ferita dalla sua stessa rivelazione”.

Cosa è successo quindi? Perché Maria Grazia ha sentito l’esigenza di fare i conti con se stessa, durante i mesi di reclusione imposti dalla pandemia? (lo ha detto nell’intervista).
Semplicemente il troppo amore si è trasformato in DISAMORE.
Amore e odio da parte della madre per la figlia e viceversa. L’amore che si trasforma in male, in un bisogno estremo che invece di avvicinare allontana.

Attraverso la prosa musicale di Maria Grazia Calandrone scopriamo la sua storia sin dalla sua tenera età, ammirando anche qualche foto o ritaglio di giornale che riporta i fatti accaduti dal 1965.
Oggi l’autrice, grazie a questo libro, sa persino qualcosa in più dei suoi veri genitori ai quali guarda con affetto perché figli di un’epoca in cui non si poteva fare diversamente.

Scopriamo così tanti momenti della vita di Maria Grazia piccola, adolescente, le prime ribellioni e pazzie (è diventata amica di Ornella Muti in un modo che, oggi, non so se sarebbe possibile), gli anni del Collegio dalle suore dove ha scoperto la poesia (lo ha raccontato sempre nell’intervista), i dissidi perenni con la madre che è come se avesse perso la bussola. Andava dove non doveva.

Bastava che Madre guardasse gli occhi della figlia per trovarvi un amore unico, immenso.

“Mamma, apri. Mamma,
lasciami entrare.
Sento i colpi delle colluttazioni dietro la porta.
Madre vince quasi sempre”.

Se già le ultime pagine mi hanno commossa tantissimo, ho proprio pianto a dirotto quando ho sentito (sempre nell’intervista) Maria Grazia dire che spera questo libro possa in qualche modo essere “visto e sentito” dalla madre che, oggi, non c’è più, sperando possa farle piacere”.

Amore che va oltre la morte.
Scudo dal dolore.
Vita.

“Mamma, ti lascio al fuoco col mio dono
da nulla, un foglio arrotolato
fra le tue belle mani.
Mamma, io ti accompagno oltre le fiamme”.

Questo libro fa parte della dozzina del Premio Strega 2021 ed è stato letto con il mio gruppo di lettura #inattesadellacinquina

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