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Sembrava bellezza di Teresa Ciabatti

Sospiro di sollievo. Per vari motivi.
Ho terminato di leggere “Sembrava bellezza” di Teresa Ciabatti, nella dozzina del Premio Strega 2021, e dopo un primo momento di disorientamento, e soprattutto dopo aver ascoltato alcune dirette e interviste all’autrice, ho riconosciuto le sue qualità non solo per la scrittura (quelle erano chiare sin dalla prima riga), ma anche per la sua capacità di smuovere qualcosa. Nel bene e nel male.

Nel bene: “Sembrava bellezza” mi ha fatto capire che la mia adolescenza, in fondo, è stata bella e senza tante turbolenze.
Nel male: “Sembrava bellezza” sbatte in faccia alcune verità perché non tutti abbiamo avuto la possibilità di “raggiungere ciò che non abbiamo mai avuto”.
Ma perché, poi, dovrebbe essere un male?

Sono molto combattuta nello scrivere su questo libro, lo confesso. Probabilmente perché non mi sono riconosciuta in nessuno dei protagonisti, men che meno nella protagonista, la scrittrice (sarà Teresa?) che racconta in prima persona, da quasi cinquantenne, i suoi anni adolescenziali mettendo in mezzo qualche nota del suo presente.

Dicevo, sospiro di sollievo.
Sono rimasta sollevata quando, dalle interviste, ho scoperto che la storia non è totalmente autobiografica e che è frutto di tanta immaginazione.

Riporto per questo la motivazione di Sandro Veronesi che ha proposto Teresa Ciabatti al Premio Strega: << Sembrava bellezza è una lezione di letteratura narrativa, per tutti quelli che ancora non hanno smesso di esercitarsi nel fallimentare tentativo di tenere separate, nei romanzi, verità e finzione. È un racconto talmente colmo di menzogne – la prassi della comunicazione tra gli esseri umani, insieme al nascondimento, al malinteso, alla reticenza, alle omissioni – che alla fine rasenta la più intima delle confessioni…>>

Il risultato del libro è “respingente” ma è proprio questo l’obiettivo dichiarato da Teresa Ciabatti. Lei vuole arrivare al lettore non per mezzo della simpatia e dei buoni sentimenti. Vuole raccontarci storie fastidiose, famiglie scapestrate, ragazzi che si sentono perennemente inadeguati, sentimenti turbolenti, vergogna e invidia. Tutti sentimenti che, a un tratto, da grandi spariscono oppure no.
L’importante è averli provati, in qualche modo.

Chi non ha vissuto i tormenti dell’adolescenza?
Genitori a dire A; noi a dire B.
Amici privilegiati (io non potevo MAI uscire il sabato sera, mentre TUTTI i miei amici si).

Ma qui non c’è solo l’adolescenza. C’è anche il senso di rivalsa da parte di chi ha vissuto anni terribili e che, dopo tutto, è diventato qualcuno, forse meglio di tutti quei “privilegiati” che sembrava non avessero bisogno di niente e nessuno.

All’improvviso la ragazza “più amata” e ambita (Livia, una delle protagoniste di questa storia, ma non voglio spoilerare troppo) viene dimenticata, messa da parte. Allora, dopo tutto, non è vero che conta solo la bellezza!
Ecco perché Sembrava bellezza.
Forse Teresa Ciabatti con questo romanzo vuole dirci che non è tutto oro quel che luccica. Scontato, no?
Si, forse per gli adulti tutto questo è scontato, a 16 anni però non lo è.

Io per esempio non capivo le parole di mia madre: “Noi non siamo come gli altri genitori che ti lasciano tutta la libertà che vorresti perché per noi sei un gioiello da custodire” (cavolo, me lo ricordo ancora! E io a piangere…non lo capivo, no!).
Se ci penso oggi, dico: Ma che ero stupida! Perché avevo bisogno di fare come tutti gli altri?

Questo è solo uno dei tanti esempi (ovvio).

In Sembrava bellezza c’è molto di più dell’adolescenza. Ci sono per esempio l’essere madre, amante e amica.

La donna che si sente, sin dalla gravidanza, inadeguata ad avere una figlia, si dimostra poi una donna attenta e disponibile verso chi, a 50 anni, ne mostra ancora 16 (perché è lì che si è fermata). La donna che sembra disprezzare gli uomini, non affezionandosi mai a nessuno, tradendo il marito ancora prima dal matrimonio, cercando solo rapporti occasionali, mostra in realtà un profondo bisogno di amore e di accudimento. Cosa bisogna passare per capirlo?

E insomma, questo libro quindi smuove tante domande ma fa trovare anche molte risposte.
Il bello è che ognuno trova le sue.

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1 Commento

  1. Paola Aprile 11, 2021

    Cara Viviana ti leggo sempre con tanto entusiasmo…ma devo dire che questo articolo è veramente bello , anche io nella mia adolescenza non avevo la libertà che avevano le mie amiche e mi sono sempre sentita ” diversa” ..addirittura in alcune circostanze mi sentivo proprio la “reclusa” ovviamente l’età mi induceva ad esagerare…. complimenti per l’articolo non vedo l’ora di leggerlo .grazie

    Rispondi

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