“Qualcosa che brilla” di Michela Marzano è il libro che ogni genitore dovrebbe leggere, ma anche chi è alle prese (per lavoro o progetti di supporto) con i giovani della GENERAZIONE Z, detta anche “Generazione AnZia”.
Perché?
Lo spiego con le parole dello psicanalista, protagonista del romanzo, Mauro Rolli, che per tutti gli anni della sua carriera (lunga!), si è chiesto più volte “Ma cosa hanno questi adolescenti?”
C’è chi smette di mangiare, chi si taglia, chi non esce più di casa, chi assume sostanze, chi resta incollato giornate intere sui social…
“Certo che gli adolescenti di oggi hanno l’ansia, ma la verità è che i giovani l’hanno sempre avuta. Cambiano i palliativi, ma non il dolore”.
Le soluzioni facili non esistono. E’ una verità che viene fuori pagina dopo pagina di “Qualcosa che brilla” in cui per iniziare a vedere brillare una piccola luce, un barlume di speranza, è necessario seguire un percorso lungo che parte dalla famiglia.
Io personalmente non so perché spesso accadano certe cose (basta leggere le notizie del TG!). Da madre, non me lo spiego e ho il terrore. Facile dire che la responsabilità è dei genitori, del contesto in cui i figli crescono, dell’educazione, del tempo che si dedica loro.
Non credo sia solo questo.
Viene spesso data la colpa alla SOLITUDINE.
Prima non lo eravamo? Soli, intendo.
Esisteva forse un altro modo per gestirla, questa benedetta solitudine? (oggi comunque la ANELO ahaha).
Sicuramente adesso siamo più connessi ma semplicemente più soli. Triste verità, ma vera.
E non sono soli soltanto i giovani. Lo sono pure gli adulti, lo siamo anche noi che ci troviamo alle prese con un universo lontano dal nostro, inafferrabile. Ci proviamo, siamo presenti (parlo per me) ma mi sento comunque dire: “Mamma, tu non capisci. Ai tuoi tempi era più facile“.
Perché?
Ho preso molti spunti da questo libro di Michela Marzano, scritto benissimo andando dritto al cuore.
“Sono loro (gli adolescenti) a mostrarci ciò che conta davvero nella vita”.
Bisogna innanzitutto ASCOLTARE, non lasciare indietro niente, cogliere qualsiasi segnale, disagio, imporsi se occorre. Ma quanto?
E allora “Qualcosa che brilla” diventa un INVITO, quello di guardarsi allo specchio, giovani e adulti, perché farlo RENDE LIBERI e soprattutto sempre più forti.