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Company parade, il primo volume della saga Lo specchio nel buio

In attesa del secondo volume della saga Lo specchio nel buio (Amore a prima vista) di Margaret Storm Jameson (Fazi editore), ho letto Company parade, una lettura che tra l’altro non ho affrontato da sola ma con un gruppo di lettura organizzato appositamente su IG da me e Giorgia (leggere e rileggere).

Leggendo l’accattivante introduzione che ne fa Nadia Terranova e scoprendo, poi, la storia della protagonista, è facile pensare che l’autrice abbia voluto raccontare di sé e delle difficoltà date dall’epoca in cui è vissuta.

Le vicende narrate si svolgono dal 1918 al 1923, tra lo Yorkshire, che è costretta ad abbandonare (con il figlio treenne), e Londra.
Appare sin da subito la figura di una giovane donna, Hervey Russel, alle prese con le difficoltà del periodo post bellico e il desiderio di emergere, di far vedere a tutti quanto vale, di non cedere alla tentazione di mollare tutto e tornare dal proprio bambino.

Il romanzo è strutturato per brevi capitoli sottotitolati perché dedicati ai vari personaggi che girano intorno alla vita di Hervey, anche se a volte sembrano scollegati e sconnessi e non sempre si capisce perché dargli poi tutta questa importanza.
Poi però ci si affeziona anche a loro, si entra nella mentalità del periodo e nella Londra degli anni ’20 che, lasciatemelo dire, è una delle cose più belle di questo libro.
Le strade, le vie, i negozi, i locali vengono descritti benissimo tanto che sembra di viverli in prima persona…

Inevitabilmente la storia di Hervey diventa del lettore, anche se non subito si riesce a entrare in empatia con lei. Mi aspettavo una donna più forte, energica, combattiva, capace di lottare davvero per i suoi sogni, mentre spesso sembra che si lasci vivere dalle situazioni, da un marito che non ama e che comunque cerca di compiacere, non offendere, non deludere.
Alcune parti, poi, non sono state approfondite tanto da non ricevere il giusto valore. Hervey scrive dei romanzi, inizia a far fortuna…Ma romanzi su cosa?

Il rapporto con il figlio che lascia a una tata e alla nonna materna non viene messo in luce con il giusto pathos, forse perché troppo addolorata? Eppure spesso dice che la cosa che più desidera al mondo è “diventare famosa e dare una vita agiata a suo figlio“!

E forse ci riuscirà. Lo scopriremo con il secondo volume.

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