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Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

Quanto sono stata felice di tornare in Alabama, al caffè di Whistle Stop, con Pomodori verdi fritti di Fannie Flagg (Rizzoli), capolavoro pubblicato nel 1987 e che io avevo già letto alcuni anni fa.

Pomodori verdi fritti, di cui molti avranno visto anche il film, è un romanzo rappresentativo della società americana a partire dagli anni ’30, in particolare di Birmingham dove vivono e si muovono i vari personaggi.

La storia di Idgie, Ruth, della famiglia Threadgoode, di Sipsey, Onzell, Big George, Stump e tutti gli altri si scopre attraverso due piani temporali: da una parte, infatti, c’è il giornale/bollettino settimanale di Whistle Stop a cura della Signora Weems che delizia la popolazione di un’isolata località dell’Alabama con aggiornamenti vari a partire dal 1929; dall’altra ci sono due donne, l’anziana signora Threadgoode ed Evelyn Couch, che stringono amicizia casualmente in una casa di riposo di Birmingham, nel 1985, e che domenica dopo domenica ricostruiscono la vita di Whistle Stop.

I due piani temporali si integrano e completano con ulteriori capitoli che seguono gli eventi narrati dalla signora Weems, in un gioco tra presente e passato che arriva fino al 1988, unendosi in modo mirabile e naturale.

Si assiste quindi allo sviluppo e al cambiamento di una società che attraversa anni difficili, in cui è molto forte il sentimento razziale verso gli uomini di colore. Paura, povertà, desiderio di emergere, carità e bontà d’animo, giustizia, amore fedeltà: alcuni dei tanti sentimenti che è possibile vivere attraverso gli innumerevoli personaggi di Pomodori verdi fritti. Ognuno di loro, indipendenttemente dalla famiglia di cui fa parte, porta un risvolto nella storia, un cambiamento, un colpo di scena.

Evelyn, che vive nel presente e ascolta le vicende di Whistle Stop, narrate dalla signora Threadgoode nella casa di risposo, dove ogni domenica va a trovare la suocera, vive un profondo cambiamento spirituale, emotivo e addirittura fisico. Le vite di persone tanto lontane negli anni, le offrono lo spunto per migliorare la sua vita piatta e monotona. Da Idgie e Ruth, le principali protagoniste del libro, nonché proprietarie del caffè più famoso dell’Alabama, Evelyn trova la forza per diventare una donna migliore, non senza attraversare profonde crisi e momenti di autolesionismo.

Credo che, al di là di tutto, sia questo uno degli aspetti più belli del libro:

l’evoluzione della vita di una persona attraverso i racconti del passato.

E insomma, Pomodori verdi fritti di Fannie Flagg va letto e assaporato, magari cucinando alla fine la ricetta di cui tutti andavano matti al caffè di Whistle Stop.

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