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Infedeltà per riabituarsi o tradire per ritrovarsi?

Infedeltà per riabituarsi o tradire per ritrovarsi?
Nessuna delle due cose, per me.

Finalmente ho letto il tanto chiacchierato Fedeltà di Marco Missiroli (terzo al Premio Strega 2019).

La sua narrativa non mi dispiace: il fluire dei periodi; i passaggi da un personaggio all’altro senza stacchi; il linguaggio pertinente e mai banale.
Uno stile che mi piace.

Tanti punti, quindi, per quanto riguarda la forma stilistica e la scrittura di questo autore che ho scoperto con Atti osceni in luogo privato.

Sul mio nuovo taccuino, dove prendo appunti quando leggo un libro, riguardo a Fedeltà ho annotato queste due parole chiave:

Riabituarsi e Tradire

Che dire? L’argomento è senz’altro fastidioso, soprattutto per chi si impegna ogni giorno nel proprio rapporto di coppia.
Ma cosa vuole dirci Missiroli con questa storia? Dove vogliono portarci i protagonisti di Infedeltà, Margherita e Carlo?

Il romanzo finisce come inizia e non risolve NIENTE. O almeno, questa è la sensazione che ho avuto quando sono arrivata alle ultime pagine, lasciandomi quasi in sospeso.

Una coppia imperfetta come tante, ma con una grande mancanza: il dialogo.
Un rapporto fatto di tanti silenzi che dicono molto.
Una storia come tante, fatta di mutui, lavoro precario, instabilità emotiva, bugie, famiglie alle spalle ingombranti, preoccupazioni.

Una coppia, quindi, all’apparenza normale, senza nessuna complicità, senza lo stimolo reciproco di voler costruire qualcosa di importante insieme.

Il figlio che appare dopo 9 anni, nella seconda parte del libro, sembra frutto di un ordinarietà così triste che ho provato pena per lui! E infatti si tratta di un bambino con difficoltà nel linguaggio, forse proprio perché abituato ai silenzi dei genitori.

Non ho trovato nessuna passione, nonostante il titolo così accattivante faccia pensare a tutt’altro, a un desiderio travolgente a cui non saper resistere.

Anche in Carlo, marito insoddisfatto della vita e del suo rapporto coniugale, tanto da correre dietro alle alunne ragazzine, non ho sentito nessun vero patema d’animo, quello per cui avrei potuto provare un pizzico di solidarietà tanto da tifare per lui. Ci ho visto solo molta superficialità, come in questo suo pensiero:

“E se tradire, per lui, fosse stato il modo per tornare a essere fedele?”

Se un rapporto non va, non c’è nessun motivo per portarlo avanti. Il tradimento di certo non sistema i sentimenti.

E invece Carlo e Margherita portano avanti comunque il loro matrimonio, nonostante i silenzi, la loro incapacità di comunicare e l’assenza di passione.
Tirano avanti accettando le loro imperfezioni e debolezze. In fondo sanno di non essere stati fedeli l’uno verso l’altra, ma NON se lo dicono apertamente.

È forse questa la cosa che mi ha innervosito di più:

L’assenza di dialogo e i tanti non detti

E allora forse Missiroli con Fedeltà ci vuole mettere di fronte alla tristezza dell’incomunicabilità, all’importanza della passione e alla necessità di volersi sentire vivi nonostante i lunghi anni di vita di coppia e la routine.

Lo promuovo?

Si!

Perché anche se mi sono emozionata poco, lascia il segno.

Marco Missiroli con Fedeltà si è classificato terzo per il Premio Strega 2019.

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