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Faulkner e i Guns n’ Roses: tutto e il suo contrario

30 anni dall’uscita del doppio album “Use Your Illusion” (I e II) dei Guns n’ Roses nella settimana che porta al compleanno di William Faulkner. Il nostro angolo dei vinili mette in collegamento due capolavori americani: i due dischi che hanno in copertina un particolare del dipinto “La scuola di Atene2 di Raffaello Sanzio e lo strepitoso “L’Urlo e il Furore” di Faulkner.

La combo è già nel titolo delle due opere: la rabbia cinica dei Guns n’ Roses è la stessa, a volte illusoria, di alcuni personaggi di Faulkner.

Pensiamo al cinismo di Jason Compton nel secondo dei quattro racconti de “L’Urlo e il Furore” accompagnato da brani come “You Could Be Mine”, “Perfect Crime” o “Garden of Eden”; oppure alla perversa dolcezza di Caddy, che nei momenti di ribellione alla famiglia e ricerca del perdono rimanda a pezzi come “14 years”, “Yesterdays”, “Don’t Cry” e “So Fine”.

Il legame più deciso fra le due (anzi tre) opere è soprattutto nell’unione riuscita di stili letterari e musicali diversi: i quattro narratori di Faulkner insieme alle molteplici declinazioni rock della band di Axl Rose e Slash.

Ne “L’Urlo e il Furore”, ogni racconto è un flusso di coscienza, una visione della realtà distorta non solo secondo dai preconcetti e dallo spessore umano di chi narra. L’epopea de Compson, decadente famiglia americana del Sud, parte dal linguaggio a tratti incomprensibile del figlio con ritardi mentali e finisce con quello della serva di colore, probabilmente il più onesto intellettualmente. I Guns n’ Roses dal canto loro ci regalano la storia del rock in due album originalissimi: cover indimenticabili (“Live and Let Die” di Paul Mc Cartney e “Knockin’ on Heaven’s Door” di Bob Dylan), brani nella tradizione blues e folk, pezzi politicamente impegnati, momenti heavy e altri quasi punk, fino all’omaggio degli anni 70 con canzoni lunghissime e indimenticabili come “Estranged” e “November Rain”.

In Faulkner, autore considerato fra i più influenti della letteratura americana, e nei Guns n’ Roses, che dopo questo doppio album non produssero più niente alla sua altezza, c’è un’attitudine molto americana: unire tutto e il suo contrario. A volte i mix possono essere raccapriccianti. Altre, quando gli ingredienti stanno bene insieme, il risultato è semplicemente storia. Come nel caso di questo nostro angolo dei vinili.

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