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Tutta la stanchezza del mondo di Enrica Tesio (ma anche la mia)

Tutta la stanchezza del mondo” non è soltanto il diario di Enrica Tesio, quello dove racconta le sue dodici fatiche attraverso i ricordi, i libri che ha letto, le parole, le occhiaie e le emozioni. Questo libro – a metà tra diario e saggio – è un vero manuale di verità, un percorso attraverso la stanchezza dell’umanità, quella di cui si fa sfoggio senza vergogna (proprio oggi, una collega al telefono, quando le ho domandato come stai? mi ha risposto: provata!). Ma d’altronde, come dice Enrica, la stanchezza non ha risparmiato nemmeno Papà Ratzinger (che si è ritirato per stanchezza) o il Dio della Genesi che, dopo aver creato il mondo e l’uomo, alla fine si riposa.

Con queste premesse Enrica, fatica dopo fatica, racconta la sua vita senza risparmiare di sottolineare le sue fragilità come figlia, donna, amante e madre. E lo fa con grande ironia e una scrittura come sempre (chi legge il suo blog Tiasmo sa di cosa parlo) frizzante e divertente. Ho riso molto tra le sue pagine ma mi sono anche commossa.

Dalla casa al lavoro, dai figli alla bellezza, dal sesso all’amore, Enrica Tesio offre una panoramica di noi stessi.

Gli adulti di oggi.

O anche detti: gli adultolescenti che, per esempio sui social, sono in cerca di un’identità precisa o della polemica gratuita.

I suoi ricordi si mescolano a citazioni di grandi sapienti, filosofi, scrittori, registi, cantautori per trovare una risposta che sarà utile anche a noi.

Quanto può essere stancante crescere? Ci avete mai pensato?

Il padre diceva ad Enrica che crescere è imparare a deludere; lei risponde che crescere è imparare a dirsi delusi e a farlo notare.
Poi arriva Kundera (L’arte del romanzo) a far chiarezza e a buttare in mezzo la tenerezza, il terrore di fronte all’età adulta, cioè…

“il tentativo di cercare uno spazio artificiale in cui valga il patto di trattarsi l’un l’altro come bambini”.

Il conforto. Un patto di tenerezza che ogni tanto consente di poggiare il carico delle proprie responsabilità e tirare il fiato.

Una tenerezza che ho sentito mia quando, nelle ultime pagine, Enrica ormai “stanca” di essere sempre troppo adulta, all’uomo della sua vita (Dario) chiede di esserlo lui anche per lei, tutte le volte che lei avrà bisogno di essere sollevata da “questa incombenza”.

Leggimi ad alta voce, che è un bel modo di stare vicini, leggimi come se io non ne fossi capace, come si legge ai bambini.

Le citazioni di Enrica si amalgano bene alle tante che lei ha sapientemente scelto dai libri che l’hanno portata fin qui, da Guia Soncini (che lei adora) al filosofo Byung-Chul Han fino all’ultimo vincitore del Premio Strega, Emanuele Trevi, senza dimenticare qualche cantautore, per es i CCCP (o CSI) o i film.

Amarti m’affatica…

E insomma, continuerei a scrivere all’infinito ripercorrendo le pagine di “Tutta la fatica del mondo”, perché non mi ha mai stancata, ma anzi mi ha tanto incuriosita e divertita.

Una ricca BIBLIOFILMDISCOCARTOGRAFIA DELLA STANCHEZZA chiude le pagine tanto che correrete a cercare tutti i titoli citati allungando ancora una volta la vostra wish list.

Una cosa è certa: attraverso il viaggio di Enrica, fatto di vita, esperienze, sbagli, scelte, delusioni, felicità, e ovviamente tanto altro, le citazioni trovano un posto ben congegnato e aiutano a concretizzare tanti aspetti che conosciamo ma che spesso ignoriamo.

La comunicazione, ah la comunicazione!!!

Se leggerete questo libro, capirete il perché;-)
Intanto qui dico che ho parecchie cose in comune con Enrica, per esempio lo studio della lingua francese e la stanchezza di scaricare la lavastoviglie (lei sa cosa intendo!).

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