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Elsa Morante e Margaret Mazzantini: due grandi scrittrici

Ultimamente, grazie ai recuperi programmati con il mio gruppo #inattesadelpremiostrega , ho letto due bellissimi capolavori ma soprattutto conosciuto due grandi scrittrici che mi aspettavano da tempo.

Si tratta di Elsa Morante e Margaret Mazzantini.

Elsa Morante con L’isola di Arturo ha vinto il Premio Strega nel 1957.

L’isola di Arturo è l’isola di Procida, un luogo quasi incantato dove il protagonista e narratore delle vicende, Arturo, nasce e cresce orfano di madre e quasi sempre solo per l’assenza del padre.

Esistono solo la roccia e il mare per Arturo che impara a cavarsela da solo, sin dalla nascita. La sua vita è fatta di storie e leggende imparate dai libri che legge, e di realtà, quella che gli piomba addosso tutte le volte che il padre, desideratissimo da lui, torna per stare qualche giorno sull’isola.

In balia degli umori del genitore, Arturo sente dentro di sé la voglia ardente di lasciare l’isola ma allo stesso tempo di non poterla abbandonare mai.

Che felicità, per me, scoprire che L’isola di Arturo sarà protagonista del progetto nazionale di lettura condivisa “Un libro tante scuole”, promosso dal Salone Internazionale del Libro di Torino in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.

Più di 6.000 studenti vedranno arrivare, a marzo, sui banchi di scuola questo grande classico della narrativa italiana, con la collaborazione della casa editrice Einaudi.

La scelta de L’isola di Arturo è anche un modo per celebrare Procida Capitale Italiana della Cultura nel 2022.

L’altra donna della quale voglio leggere tanto altro, è Margaret Mazzantini.

In gruppo abbiamo appena letto “Non ti muovere“, un imperativo che appare per la prima volta a pagina 20 e che abbiamo fatto totalmente nostro.

È impossibile infatti spostarsi dalle pagine di questo libro, vincitore del Premio Strega nel 2002.
È un fiume in piena che travolge senza sapere dove sfocerà, un viaggio nel dolore e nelle lacrime, un’operazione alla vita stessa di un uomo che troppo tardi comprende come si ama.

Credo che “Non ti muovere” sia al momento non solo il libro più doloroso che io abbia mai letto negli ultimi anni, ma anche il più intenso e forse anche il migliore dal punto di vista stilistico.

Ve ne parlo meglio negli articoli dedicati:
L’isola di Arturo
Non ti muovere

Buona lettura.

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