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Non c’è più scampo: e sono entrata nel vortice della Christie

Mi vergogno a dirlo: ho letto SOLO ADESSO il mio primo romanzo di Agatha Christie.
L’input mi è stato fornito dall’iniziativa lanciata sui social da Marco e Davide di @Radicalging,

#readchristie2019

Ogni mese, secondo il calendario proposto, va letto e condiviso un libro della grande scrittrice, autrice di 66 gialli che vedono protagonisti Hercule Poirot, Tommy e Tuppence, il colonnello Race, il sovrintendente Battle e Miss Marple.

Per il mese di giugno era previsto un libro della Christie ambientato fuori dalla Gran Bretagna ed io ho scelto “Non c’è più scampo”, il primo di una trilogia esotica, pubblicato nel 1936, con La domatrice (1937) e Poirot sul Nilo (1938).

Come è stato il mio ipatto con questa scrittrice dalla fama mondiale e con il suo celebre Hercule Poirot?
Purtroppo non è partito benissimo e ho avuto bisogno di tempo per essere coinvolta e andare spedita.
Ci ho messo troppo tempo a leggerlo, per i miei stadard, e questo non è affatto un buon segnale…

…MA poi ho capito come mai.

Si tratta di uno stile diverso da quello usato dai giallisti di oggi (soprattutto mi riferisco “ai miei” più amati); chiaramente ha tempi di svolgimento più lenti e lunghi, dialoghi psicologici portati all’estremo e mi ha ricordato, per certi versi, il caro Maigret di Simenon (praticamente contemporaneo alla Christie).

Ho solo letto questo, per ora, quindi non posso fare un discorso generale. Posso solo limitarmi all’impressione avuta leggendo “Non c’è più scampo” che, tra l’altro, non so nemmeno se sia una delle sue indagini migliori.

Certo è che l’ambientazione esotica, nell’ambito di una spedizione archeologica, ha finito per conquistarmi fornendo un quadro dei luoghi e dei personaggi molto dettagliato tanto da averlo ancora impresso in mente.

Ho fatto fatica soprattutto con le prime pagine dato che la storia ci ha messo un po’ a partire: il racconto è affidato all’infermiera Amy Leatheran che, dopo mille premesse, spiega come mai sia stata scelta per questo compito, trovandosi ad assistere ad alcuni eventi e situazioni, nonché alle indagini per le quali viene chiamato Poirot.

Le vicende si svolgono in Iraq, in un sito archeologico, dove viene uccisa la moglie di un noto archeologo. L’infermiera si trova lì perché è stata assunta per prendersene cura…ma, come si suol dire, ci scappa il morto e solo Poirot, con le sue indagini riesce a far crollare il castello di menzogne dentro cui sono arroccati i protagonisti.

Sono arrivata alla soluzione ancora prima di leggerla (ahaha si vede che sono esperta di gialli!), ma avrei preferito un colpo di scena più eclatante.

Darò sicuramente altre possibilità alla Christie perché la mia opinione non può basarsi solo su quest’unico romanzo. Inoltre vorrei completare questa trilogia e seguire il calendario di RadicalGing che prevede per i prossimi mesi:

Luglio: una storia ambientata in una stagione particolare
Agosto: una storia con protagonisti Tommy&Tuppence
Settembre: una storia scritta con lo pseudonimo Mary Westmacott
Ottobre: una storia ambientata in una casa di campagna
Novembre: una delle ultime opere della Christie (pubblicata tra il 1950 e il 1976 o postuma)
Dicembre: una storia da cui è stata tratta una serie tv.

Alla prossima Christie;-)

Ah, quasi dimenticavo: l’ho acquistato di seconda mano, in ottime condizioni, su amazon e ho quindi ricevuto un’edizione anni 80 molto affascinante, soprattutto per l’odore della carta.

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