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Immaginarsi in difesa di Yoko Ono

Oggi il nostro angolo dei vinili è dedicato a una delle ricorrenze più importanti della storia della musica: il 9 ottobre 2020 John Lennon avrebbe compiuto 80 anni.

Intorno ad un album come “Imagine” ruotano alcuni volumi della nostra biblioteca musicale, che su John Lennon è particolarmente fornita.

Non solo l’omonima biografia di Taschen – Music Icons, ma anche un prezioso volume di disegni e altre opere dell’artista Lennon (Auditorium Edizioni) e una simpatica raccolta di racconti di un giovane John (“Niente mosche su Frank”, Mondadori) dove viene fuori il suo gusto di giocare con il linguaggio, caratteristica fondamentale delle sue canzoni.

Di “Imagine” e Anna Frank abbiamo parlato in occasione della giornata della memoria e non solo. Lì siamo andati a fondo del messaggio contenuto nell’album.

Non lo faremo un’altra volta: adesso vogliamo soffernarci delicatamente anche sulla figura di Yoko Ono, donna che ha passato la vita a difendersi dagli hater essendo considerata responsabile della fine dei Beatles e indirettamente anche di John Lennon.

Artista concettuale di grande livello, donna decisa ma tuttaltro che meschina, la sua figura è al centro del libro di Matteo B. Bianchi “Yoko Ono – Dichiarazioni d’amore per una donna circondata d’odio” (Add Editore).

Un testo divertente, controcorrente, che ci costringe a guardare dentro noi e i nostri preconcetti attraverso capitoli veloci ma ricchi di contenuto.

Alla fine della lettura ci troveremo tutti un po’ più fan di Yoko Ono, partendo da un presupposto molto semplice: non aveva costretto John a stare con lei. Il modo in cui John si mostrava insieme a Yoko (con atteggiamenti spesso plateali) era perchè lui voleva così: se nella vita non si crede al complottismo, non si può neanche etichettare Yoko Ono come una strega senza porsi un minimo dubbio sul fatto che si tratti solo un luogo comune.

Insomma, voi pensate davvero che senza di lei John Lennon avrebbe scritto “Imagine”?

Se il vostro motto è “dubito, ergo sum”, leggete il libro di Bianchi. Ne riparleremo.

Ed Happy birthday John, ovunque tu sia.

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