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La narrativa italiana di fine ‘800: il verismo

Il percorso di lettura #20autoridellaletteraturaitaliana prende il via dalla narrativa verista di fine ‘800, caratterizzata dall’esigenza di raccontare la realtà oggettiva, la vita quotidiana, gli ambienti, i personaggi, le situazioni, i conflitti.

La realtà così com’è, il vero nella sua nuda e semplice evidenza.

Un’esigenza che nasce dalla richiesta del pubblico: la società è cambiata, la gente adesso vuole accostarsi a un tipo di cultura accessibile a tutti e il romanzo è una forma letteraria capace di soddisfare questa richiesta.

I veristi italiani di fine ‘800 utilizzano, infatti, la forma narrativa per riprodurre la realtà, senza giudizi o commenti di natura personale, ispirati dal naturalismo che si diffonde prevalentemente in Francia, nell’800, trovando i suoi maggiori esponenti in Emile Zola e in Guy de Maupassant. Secondo la corrente naturalista, che applica i principi del positivismo, l’uomo è un essere determinato che può cambiare la sua condizione a seconda dell’ambiente in cui vive. Può migliorare, se ci sono le condizioni.

Con i veristi italiani di fine 800 (Luigi Capuana ha fatto da tramite da il naturalismo e il verismo) ci troviamo, invece, di fronte a una narrativa in cui spiccano le realtà locali e regionali senza la possibilità di vedere cambiare il proprio stato. Si parla infatti di VINTI, concetto che trova la sua massima espressione con Verga.

Ciò che colpisce dei tre scrittori siciliani che leggeremo in gruppo (Capuana, Verga e De Roberto) è il modo in cui essi vivono la loro provenienza: saranno attratti e allontanati, allo stesso tempo, dalle nuove tendenze, perché da una parte, sentiranno il bisogno di allontanarsi dalla Sicilia ed entrare in contatto con i centri vivi di quel periodo (Milano e Firenze); dall’altra, sarà fortissimo il loro bisogno di tornare in Sicilia per recuperare le loro radici.

Si nota nelle loro opere un senso di sfiducia per l’impossibilità di vedere modificato il sistema sociale presente: raccontano il mondo contadino rimasto fuori della storia; esprimono un forte senso di solitudine e costrizione, ma allo stesso tempo sono coinvolti dalla narrativa francese tanto da far vivere e parlare direttamente i personaggi, rappresentando la loro realtà mentale e sociale. E’ su di loro che l’autore proietta le proprie idee e sentimenti.

Con questi tre autori nasce un nuovo paesaggio letterario, quello della Sicilia accesa, bruciata dal sole, violenta e passionale con personaggi guidati da impulsi ciechi, da cupa voracità economica, da lampi di follia.

Tra i canoni del verismo non va dimenticata la questione della lingua perché, per rappresentare la realtà, è necessario utilizzare anche il linguaggio veramente usato dai personaggi all’interno di determinati contesti: soprattutto con Verga sarà evidente l’uso della costruzione sintattica tipicamente siciliana, comprensibile anche a chi il siciliano non lo conosceva.

Sto studiando (ripassando) sul libro di Letteratura italiana di Giulio Ferroni

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1 Commento

  1. Cinzia Signorato Aprile 18, 2021

    Viviana bravissima!!!!

    Rispondi

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