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Vita di Melania Mazzuco, vincitrice Premio Strega 2003

Il percorso di lettura che ho ideato tra i libri vincitori del Premio Strega mi ha permesso di fare delle grandi scoperte e leggere capolavori che mi aspettavano da tempo. Vita di Melania Mazzucco si trovava da almeno 10 anni nella mia libreria e soltanto all’inizio di questo strano 2021 è entrato a far parte del mio “bagaglio di letture”, ma soprattutto (già lo so!) tra i miei libri preferiti di sempre.

Vita di Melania Mazzucco va letto e riletto. Non basta una sola lettura di questo capolavoro intenso e ricco che offre quel pezzo di storia in cui gli italiani emigravano verso l’America, cercando una vita migliore, il lavoro, la ricchezza.

Melania Mazzucco con Vita ha mirabilmente ricostruito la storia della sua famiglia, attraverso documenti, lettere, interviste a parenti riportando in “vita” la storia dell’Italia nei primi del ‘900.

Diversi componenti della famiglia Mazzucco, originari di Tufo di Minturno (nel basso Lazio, ai tempi faceva parte della provincia di Caserta), lasciarono l’Italia per far fortuna a New York dove si erano stabiliti già alcuni compaesani, raccontando un mondo migliore rispetto a quello lasciato, ricco di opportunità.

Attraverso la storia di Diamante e di Vita, ragazzini che raggiunsero un pezzo di famiglia in America (Agnello, zio di lui e padre di lei), si scopre una storia molto diversa da quella che molti, allora, credevano: è stato terribile per me leggere la miseria alla quale erano costretti, l’assenza di igiene ed istruzione, la mancanza di affetti e, cosa più importante, di lavoro.
Una vita di stenti, altro che ricchezza!

Gli italiani, a quell’epoca, venivano ghettizzati e considerati “sudici”. Non vi era nessuna speranza di integrazione, se non per qualche caso fortunato o per chi possedeva una professionalità ricercata, fuori dal comune.

Il romanzo è strutturato per diversi piani temporali perché da una parte è narrata la storia dell’emigrazione attraverso i suoi protagonisti principali (Diamante e Vita), dall’altra c’è Melania, l’autrice che spiega il suo lavoro di ricerca e le difficoltà riscontrate nel reperire le fonti e le varie informazioni. I personaggi del passato, inoltre, si intersecano con quelli di un’epoca più vicina all’autrice, a suo padre e a chi “sarebbe potuto” esserlo, offrendo diversi colpi di scena ma lasciando irrisolto qualche mistero.

Melania non ha trovato nessun documento su Vita, ma dopo parecchi anni, la donna (che fece, poi, fortuna in America, diventando la migliore cuoca di Prince Street) è tornata in Italia pensando di poter vivere un sogno che, negli anni, si è perso tra le onde del mare che separano l’Italia dall’America.

Una storia piena, intensa, triste e ricca. Una vita che avvinghia il lettore per lasciarlo, alla fine, appagato e forse anche un po’ confuso. E’ il motivo per cui, terminata la lettura, sono tornata a leggere alcune parti, scoprendo addirittura qualcosa in più, sfumature che, per la foga di sapere, mi erano sfuggite.

Ora ho capito come mai questo libro ha vinto il Premio Strega nel 2003!

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