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Tre libri del Premio Strega che amo

Da qualche anno ho iniziato il percorso tra i libri del Premio Strega (link del gruppo in corso prima di scoprire la selezione 2022) tra nuovi candidati e vecchi vincitori o selezioni.

Indubbiamente, i tre libri che ho deciso di mettere insieme in questo articolo, sono quelli che (al momento) reputo “grandiosi” e che vanno letti almeno una volta nella vita.

Il nome della rosa di Umberto Eco
Vincitore del Premio Strega nel 1981, è un romanzo giallo medievale molto coinvolgente.
Già il fatto stesso che Eco spieghi, nella sua introduzione, di aver preso le mosse da un manoscritto ritrovato, opera di un monaco di nome Adso da Melk è molto affascinante e ricco di pathos…
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Vita di Melania Mazzucco
Vincitore del Premio Strega nel 2003, è un romanzo che va letto e riletto. Non basta una sola lettura di questo capolavoro intenso e ricco che offre quel pezzo di storia in cui gli italiani emigravano verso l’America, cercando una vita migliore, il lavoro, la ricchezza.
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L’isola di Arturo di Elsa Morante
Vincitore del Premio Strega nel 1957, è un romanzo talmente bello che innanzitutto si vorrà correre nell’Isola di Procida per respirare la stessa aria di Arturo. E poi come dimenticare il bambino, poi ragazzo e uomo, protagonista di una storia attraente e respingente allo stesso tempo.

Tre libri per me straordinari che sicuramente rileggerò e che lasciano davvero il segno.

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