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Tre di Valérie Perrin

“In Sicilia è come se la gente avesse una luce interiore”

Parto con una frase tratta da questo nuovo libro di Valérie Perrin, Tre, che dopo Cambiare l’acqua ai fiori (libro che ho amato), non poteva non colpirmi.

La struttura per salti temporali con presente e passato a rincorrersi costantemente e il racconto in prima persona da parte di un personaggio, che fino a oltre metà libro non si sa chi sia davvero, rendono “Tre” un romanzo avvincente, passionale, ricco di significato e di sentimenti.

Si, è vero, ci sono aspetti che ricordano tantissimo Violette di Cambiare l’acqua ai fiori, ma qui è tutta un’altra storia.

Innanzitutto c’è un rapporto di amicizia profondo e commuovente; una storia a tre “come le cinque dita di una mano” dove però, in questo caso, la mano ha solo tre dita.
Un’amicizia che, come normalmente accade, cambia e si trasforma col tempo. Le strade si dividono, le scelte non sempre sono condivise, il tempo passa e la distanza aumenta. L’affetto però resta immutato.

E poi ci sono i rapporti famigliari, le scelte sbagliate dei genitori, la crescita e l’adolescenza, il dolore per la perdita di qualcuno di molto caro, compagni di vita sbagliati, la paura di non essere come credono gli altri, gli incontri casuali che forse tanto casuali non sono, il desiderio di riscatto e tanti colpi di scena.

Anche qui, come in Cambiare l’acqua ai fiori, c’è un velo di “giallo” che ho apprezzato tanto e l’importanza dei libri, dell’arte e della musica.

In Tre c’è tanto materiale per un ipotetico #langolodeivinili #libriemusica perché sono tante le colonne sonore a fare da sfondo all’amicizia di Nina, Étienne e Adrien, in particolare la musica rock francese degli anni ‘80 (per es gli Indochine) con tanto di testi e traduzioni.

Un libro davvero ricco di spunti (sono andata a cercare su spotify gran parte dei brani) e di luoghi. Dalla Francia all’Italia fino alla mia Sicilia, le oltre 600 pagine di Tre di Valérie Perrin coccolano e avvolgono fino all’ultima riga, anche se il finale sembra scontato e non troppo originale.

Io l’ho apprezzato tantissimo e lo battezzo già tra le letture più belle del mio 2021.

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