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Trema la notte di Nadia Terranova

“Gli occhi di chi nasce davanti al mare si perdono all’infinito, ma il mio mare è diverso, ti spinge indietro come uno specchio”

Nadia Terranova, con “Trema la notte” (Einaudi), mi ha conquistata sin dal Preludio, dove confida le sue fantasie da ragazzina, quando stava con lo sguardo perso verso la Calabria, al di là di quel mare che anni fa ha tradito le popolazioni sullo Stretto.

In “Trema la notte”, tutto prende inizio la sera del 27 dicembre del 1908, poche ore prima della tragedia che ha devastato Messina e Reggio Calabria con il terremoto più sconvolgente d’Europa.
Protagonisti sono l’undicenne Nicola e una ragazza ventenne, Barbara, separati dallo Stretto ma accomunati dalla solitudine, poi dal dolore.

“Al dolore si abituano tutti”

E dal dolore prende forza il sentimento di sopravvivenza e rivalsa che, fino alla fine di questa storia, permea le pagine e le vite di Nicola e Barbara.

“In mezzo all’orrore spuntava in me un’inaspettata fiducia nei giorni a venire, perché avrei potuto inventare me stessa”

Il terremoto mette in discussione tutto e offre allo stesso tempo la libertà.

Nadia Terranova, con una scrittura che penetra dentro e fa tremare il cuore, in “Trema la notte” regala immagini vivide di ogni personaggio apparso tra le vite di Nicola e Barbara, che si sfiorano, si allontanano per lunghi anni e si ritrovano come richiamati da una voce dolorosa, profonda e allo stesso tempo capace di curare.

Gli occhi di un ragazzino dalle ciglia lunghe torneranno a cercare Barbara, quando ormai adulto sarà capace di dare voce a quanto lo ha tormentato da bambino.

Quella voce che per molto tempo è sparita così come l’ultima notte della sua infanzia.

“Trema la notte” è un libro che si vorrebbe leggere all’infinito; mi sono ritrovata a rileggere alcune parti per rivivere alcune emozioni e ritornare dentro la storia che, purtroppo, essendo stata vera è ancora più dolorosa.

Messina oggi non è più come quella di una volta. Hanno buttato giù tutto per ricostruire una città che, diciamolo, non è più così bella. Eppure continua ad avere il fascino di una città colpita da qualcosa di molto grande e terribile, portando tra le sue nuova mura il segno della rinascita.

Questo romanzo, come si legge nelle ultime commuoventi righe, è una lettura tra le ombre della storia, dove le luci restano sempre spente e le vite delle persone sono sopraffatte da narrazioni posticce.

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