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Gli altri, il primo romanzo di Aisha Cerami, un calderone di inganni e paure

Non un solo protagonista, ma tanti protagonisti.
Un condominio.
Dove? in quale città?
Non è dato sapere.

Basti sapere che si trova in un Roseto, vicino alla tangenziale, in un quartiere lontano dalla grande città.

Tutto sembra ovattato, immobile, perfetto. Un’oasi di pace che, incredibilmente, ha come protagonista una palazzina abitata da alcune famiglie, ognuna con la sua storia, il suo vissuto, le sue problematiche.

Ogni membro della famiglia condominiale è pronto a offrire qualcosa di sé, anche se ci sono delle regole ben precise da rispettare.
E qui già è possibile capire dove si va a parare. La gentilezza, il buon vicinato, la disponibilità non hanno bisogno di regole scritte.
Vengono dal cuore.

Pagina dopo pagina, a partire dalla morte di una vicina per la quale viene organizzato un funerale maestoso, avvolto dall’amore dei vicini, si assiste allo sgretolamento di quel mondo apparentemente perfetto a causa di qualcosa di “diverso” e anomalo rispetto all’ordinario.

Gli altri, gli “stranieri” prendono il posto della cara vicina mancata, intaccando un’armonia che fino a quel momento non c’era mai stato motivo di mettere in discussione. Di questo sono convinti tutti i membri della comunità condominiale, attenendosi pedissequamente a regole firmate e punendo chi non le rispetta.

Improvvisamente viene spezzato un equilibrio che sembrava solido ma che aspettava in realtà la miccia giusta per esplodere. E alla fine, esplode davvero qualcosa. C’è persino chi si lancia da un balcone e chi uccide la madre. Qualcuno riesce persino a scappare e a liberarsi da un marito violento, dopo aver consumato un amore impossibile e segreto.

Insomma, in questo romanzo corale succede davvero di tutto, celando in una storia apparentemente semplice, di amicizia, affetto e valori un grande paradosso.

Non poteva scegliere contesto migliore per il suo primo romanzo la giovane scrittrice che rivela una questione all’ordine del giorno: il condominio è il luogo perfetto per sollevare odi e recriminazioni, soprattutto verso “gli altri”, i diversi, non soltanto verso chi arriva da un luogo lontano dal nostro.

La diversità, di qualsiasi tipo, viene percepita con diffidenza e paura. E’ ciò che succede nel contesto “claustrofobico” del romanzo che, con profonda ironia e un senso di amarezza, mette in luce una realtà a cui non possiamo restare indifferenti.

In qualsiasi condominio, metafora dei luoghi nei quali amiamo appartarci, cerchiamo di difendere sempre il nostro Roseto, senza preoccuparci realmente del vicino. Quante volte lo sentiamo dire? Sono davvero rari i condomini dove c’è armonia (il mio è un’eccezione rara) e vera collaborazione.

Ma il romanzo della Cerami va oltre. Con sapienza e una sottilissima ironia (il finale è stupendo) presenta un calderone pieno di inganni e paura, il canto corale di un vicinato che non si vorrebbe mai avere.

Lo trovate sul sito Rizzoli con una breve nota sull’autrice.

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