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Per Elisa: cercando Beethoven e Battiato a Sanremo

Che c’entra Sanremo con Beethoven? La risposta è “Per Elisa”.

Oggi il nostro angolo dei vinili parte dalle note della famosa aria del compositore tedesco, passa dal libro “Cercando Beethoven” di Saverio Simonelli e arriva fino al palco dell’Ariston, dove nel 1981 trionfò appunto Alice con il brano “Per Elisa” scritto da Franco Battiato.

Alice è stata a inizio anni ‘80 la musa ispiratrice e perfetta interprete dell’arte del grande cantautore siciliano, così come nella Vienna di inizio Ottocento lo è stata la giovane Queenia (personaggio immaginario creato da Simonelli) per Beethoven.

“Cercando Beethoven” descrive le vicende di un gruppo di giovani musicisti che spiano, studiano, amano il compositore tedesco come oggi farebbe un gruppo di fan di un cantante famoso: addirittura riescono a introdursi in casa sua ed entrare in possesso di alcuni  spartiti segreti. Non lo fanno per rubare la sua arte, ma per comprenderla ancora meglio, vista l’incostanza e la scontrosità del personaggio. I salotti e i teatri di Vienna, dove il maestro ormai sordo si esibisce, sono il palcoscenico attraverso cui pochi fortunati possono ammirare l’ispirazione di un genio assoluto. Simonelli ci prende e ci porta a braccetto in quel mondo, tenendo sempre sullo sfondo gli eventi storici e intellettuali dell’epoca. Un manifesto d’amore per la musica, scritta con l’umiltà di un comune mortale che si identifica con l’io narrante di Wilhelm, un musicista innamorato della bella Queenia e dell’arte di Beethoven.

Umiltà che di certo non contraddistinse Battiato all’inizio degli anni ’80, quando disse ai suoi discografici che di lì a poco avrebbe venduto milioni di dischi parlando di storia e filosofia. Ciò accadde puntualmente nel 1981, con l’album “La voce del padrone”: un’Italia prospera e opulenta si trovò a cantare sulle spiagge di centri di gravità permanente, dinastia dei Ming e Minima Moralia. Non stupisce che pochi mesi prima il palco di Sanremo avesse già premiato la poetica di Battiato attraverso l’interpretazione rabbiosa di Alice del brano “Per Elisa”. Il racconto è quello una donna tradita, o meglio rimpiazzata, che racconta l’annullamento di un uomo per una nuova amata. Sicuri si tratti proprio di una donna, oppure il riferimento è a qualche sostanza stupefacente? Alice lo ha smentito, Battiato stesso non sembra avere mai fatto allusioni di questo genere nei suoi brani. In ogni caso la canzone arrivò al grande pubblico, che la preferì in quell’edizione ad arie più sanremesi come “Maledetta Primavera” , “Ancora” e “Sarà perché ti amo”.

Merito anche di quel sample finale di “Per Elisa” di Beethoven contenuto nel pezzo di Alice-Battiato?

Ci piace immaginare in fondo che Elisa sia la musica stessa, unica divinità capace di rapire totalmente Beethoven come Battiato.

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