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Gialli sempre nel cuore. Da Andrea Camilleri ad Antonio Manzini

Ho pensato tanto prima di pubblicare questo post dedicato al mio libro del cuore che, poi, corrisponde al mio “autore” del cuore.

Soprattutto nell’ultimo anno, da quando ho avviato il progetto Scatti dalla mia libreria , ho scoperto nuovi autori e spaziato tra generi diversi, anche lontani dai miei amati gialli (mi sono sempre dichiarata una giallista, amante dei commissari e dei libri in serie). Ho iniziato a leggere e rileggere i classici; oltre alla narrativa italiana ho scoperto che mi piace anche quella statunitense, inglese e francese. Mi piacciono le saghe famigliari, i romanzi drammatici, commuoventi, sentimentali, di formazione e soprattutto lineari, anche se con stili diversi e i salti temporali. Non mi fa impazzire la scrittura troppo “riflessiva” e piena di flussi di coscienza, non leggo la poesia ed evito i distopici.

Tengo quindi stretti al mio cuore, oggi, diversi romanzi che consiglierei a chiunque me lo chiedesse. Basti pensare a Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Parrin (che ho decretato già come il miglior libro del mio 2020) o a Stoner di John Williams che ho letto due volte.
Per non parlare dei libri di Desy Icardi, di Silvia Celani, di Veronesi, di Gramellini…
Eh si, tanti italiani. Lo so. Alla fine prediligo sempre gli scrittori italiani e il mio percorso di lettura verso il Premio Strega 2020 lo dimostra sempre di più (ho fondato il gruppo di lettura su IG #inattesadellacinquina).

Se però devo dire il mio libro del cuore, anzi l’autore di cui non potrei fare a meno, l’ho detto forse più volte e in vari contesti, è sicuramente Andrea Camilleri, per tanti motivi.

Innanzitutto per i ricordi legati ai suoi libri.
Ricordo ancora la prima volta che mia madre mi mise in mano, da ragazzina, la raccolta “Un mese con Montalbano” (1998) contenente trenta storie che Camilleri ha scritto sulla carriera del suo commissario e da cui è partito il mio amore per lo scrittore siciliano e per il giallo. A questa raccolta ne sono seguite altre, tutte in mio possesso: Gli arancini di Montalbano, La paura di Montalbano, La prima indagine di Montalbano e infine Racconti di Montalbano.

andrea camilleri

Nel frattempo Camilleri si era già affermato come scrittore di vari romanzi e aveva già scritto, per quanto riguarda la serie con Montalbano, La forma dell’acqua (1994) e Il ladro di merendine (1996). E mia madre ha prontamente posto, nella nostra libreria in comune, tutti i libri di Camilleri, uscita dopo uscita e non solo riguardanti il commissario Montalbano, nome che omaggia lo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, ideatore di un altro famoso investigatore, Pepe Carvalho (di cui, stranamente, non ho ancora letto niente).

Perché è stato fatidico per me Camilleri? Perché, come dicevo, da lui è nato il mio amore per il genere giallo tanto da aver volto la mia attenzione anche verso altri scrittori, autori di gialli, che si sono affermati sempre più in Italia, e non solo.

Tra i tanti non posso non citare gli italiani Maurizio De Giovanni, Antonio Manzini, Marco Vichi, Claudio Paglieri, anche se ho scoperto poi anche la giallista Alicia Gimenezz Bartlett con la sua ispettrice Petra Delicado e gli svedesi Maj Sjöwall e Per Wahlöö, marito e moglie, creatori del commissario Martin Beck.

Maj Sjöwall e Per Wahlöö

Ne approfitto per sottolineare che Maj Sjöwall, scomparsa proprio ieri (29 aprile 2020, all’età di 85 anni), è considerata la madre del romanzo giallo scandinavo, scrivendo il suo primo giallo nel 1965.

In tutto la coppia ha scritto 10 romanzi (io li ho letti ovviamente tutti), pubblicati da Sellerio:
– Roseanna” (1965)
– L’uomo che andò in fumo” (1966)
– L’uomo al balcone” (1967)
– Il poliziotto che ride (1968)
– L’autopompa fantasma (1969)
– Omicidio al Savoy (1970)
– L’uomo sul tetto ( 1971)
– La camera chiusa (1972)
– Un assassino di troppo (1974)
– Terroristi” (1975)

Camilleri, che ha scritto anche delle note sui loro gialli, sono certa che abbia ammirato tanto la coppia svedese, diventando poi lui “il maestro” per chi è arrivato dopo (per esempio, un nome a caso: Antonio Manzini che è stato definito spesso il suo erede).

E insomma…oggi Camilleri mi manca tanto…e sarà per questo che non mi decido a leggere la sua ultima indagine pubblicata, Il cuoco dell’Alcyon?
Tutte le volte che termino un suo libro, ne sento subito la mancanza ma, fino all’anno scorso, avevo la certezza che ne sarebbe arrivato a breve un altro. Adesso che Camilleri non c’è più, posso solo recuperare tutti gli altri suoi libri che non ho letto o rileggerli tutti da capo.

Per quanto riguarda le indagini di Montalbano, ecco l’elenco:

La forma dell’acqua, 1994
Il cane di terracotta, 1996
Il ladro di merendine, 1996
La voce del violino, 1997
La gita a Tindari, 2000
L’odore della notte, 2001
Il giro di boa, 2003
La pazienza del ragno, 2004
La luna di carta, 2005
La vampa d’agosto, 2006
Le ali della sfinge, 2006
La pista di sabbia, 2007
Il campo del vasaio, 2008
L’età del dubbio, 2008
La danza del gabbiano, 2009
La caccia al tesoro, 2010
Il sorriso di Angelica, 2010
Il gioco degli specchi, 2011
Una lama di luce, 2012
Una voce di notte, 2012
Un covo di vipere, 2013
La piramide di fango, 2014
La giostra degli scambi, 2015
L’altro capo del filo, 2016
La rete di protezione, 2017
Il metodo Catalanotti, 2018
Il cuoco dell’Alcyon, 2019.

E insomma, tutto questo per dire…che io provengo da qui.

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